Circumnavigando piazza Bologna nel buio della scorsa notte, alla radio hanno trasmesso By This River. Per quanto Before and After Science dissotterri ogni volta ricordi remoti, le sinestesie legate a By This River sono state arricchite in tempi recenti dall’improbabile papà Moretti che regala Brian Eno al figlio. By This River però, molto più che la Stanza del figlio, è adesso un sogno che risale a diverse settimane fa. Ero nella casa dove, da bambino, trascorrevo spesso le vacanze estive. Di quel sapore antico di vacanza restano oggi immagini di cancellate e giardini all’ombra, pinoli, amache, silenziosi viali assolati, biciclette, litorali tirrenici, relativo benessere, lunghissimi stabilimenti dalle rade schiere di sdraio blu. Nel sogno sedevo, in un tardo pomeriggio nitidissimo, in cima alle scale che portavano al primo piano. Sull’ultimo gradino, accanto a me, sedeva Nanni Moretti. Sommesso e petulante, quasi facendogli il verso, gli dico Nanni, non puoi appropriarti così di Brian Eno, è Brian Eno e un tuo film è un tuo film, non ricerchi la verosimiglianza nella cittàdimare e nel commesso che ti consiglia Brian Eno per tuo figlio però no, no!, non puoi, è Brian Eno. E avanti così, sconnesso, senza difendere in realtà alcun punto. Lui mi risponde in quel tono come perennemente risentito, ma già sulla difensiva, non è così, non è così, devi capire.




