Cool, sharp, male, cold-blooded, single-and-searching whatever. For comments, suggestions, records, streams of abuse, underwear:
write to Daniele |
CC BY-NC-ND | Dust:
1.0 | Dump:
del.icio.us | See you around:
Last.fm | First life:
you always get it wrong | Passive music, physics, unfinished short stories, sketchy portraits. Bad thoughts most of the time. For more info, date him.
Uno dei punti di forza del web 2.0, ammesso che esista davvero e possa essere chiamato così, è il suo essere un’infrastruttura su cui costruire qualcosa extra-web. C’è un continuo interscambio con il mondo reale che potrebbe non ridursi alle sole informazioni. I social network dovrebbero integrare e facilitare i rapporti interpersonali anche fuori dai social network stessi, per esempio. Ma se pochi anni fa si entrava in un circolo di contatti o si iniziava una conoscenza in rete era nell’attesa rispettivamente di una cena di gruppo o di una birra in compagnia, almeno nella mia esperienza di blogger quasi della prim’ora. Mi accorgo ora, in ritardo, in prima persona, come su Twitter (che ho sperimentato per un breve periodo) e su Last.fm le richieste di amicizia nascano dal nulla — e finiscono magari nel nulla. È normale, lo so, ma non avevo mai perso tempo a notarlo. Per questo accetto solo richieste di amicizia da utenti che conosco di persona e che possa avere senso definire, se non amici, almeno conoscenti. Per tutti gli altri, spero sempre in un’email o in un messaggio privato di presentazione. Non che mi aspetti che qualcuno voglia realmente conoscermi ed essere mio amico. Però dire ciao in privato prima di un add di massa sarebbe carino. Ci sono tre o quattro
amici in attesa di essere aggiunti su Last.fm. Se non fosse per Last.fm forse non sapremmo mai della reciproca esistenza. Eppure quelle richieste di amicizia, che arrivano senza neanche un saluto, sembrano solo un modo carino e moderno per continuare a ignorarsi a vicenda.